Ho appena finito di descrivere un viaggio. Per me è stato entusiasmante. Tradurre un cammino in inchiostro non è semplice. L’ho visto come un compito terribilmente lento perché la velocità con la quale le immagini si avvicendavano nella mia mente era spaventosa e la penna faceva fatica a seguire il pensiero. Tuttavia ce l’ho fatta.

Ogni parola di quanto ho scritto ha un preciso significato simbolico che il lettore dovrà sviscerare e comprendere a fondo. Come diceva il grande Hermann Hesse: «L’autore di un’opera non è competente a stabilire in qual punto termina la comprensione dei lettori e dove comincia il malinteso». Se nei miei personaggi ho trasferito parte della mia vita e del mio carattere, le loro azioni e le loro vicende si sono intrecciate in maniera tale da relazionare la fisica moderna alla vecchia magia, ispirandomi alle ricerche del dott. Corrado Malanga, chimico organico presso l’Università di Pisa. Ho trovato che i suoi studi hanno unito mondi che sino ad ora correvano in direzioni opposte, senza la possibilità di comunicare a vicenda.

Mi sono tuffato nei simboli e negli archetipi più profondi dell’animo umano e, senza neanche rendermene conto, ho inventato delle vicende che richiamavano simbologie alchemiche di un certo rilievo. Ho scoperto, così, una meravigliosa unità di fondo che permette all’uomo di vedersi finalmente come un essere divino assumendosi piena responsabilità delle proprie azioni e padronanza dei propri pensieri.

È stato straordinario notare come i rituali di magia antica e moderna seguissero le regole della fisica quantistica. Per questo credo che oggi siamo ritornati alla grande unificazione tra magia e scienza le quali, in passato, erano una cosa sola. Sempre più l’uomo conosce se stesso insieme alla facoltà di creare il suo mondo esterno.

Quando iniziai a scrivere questo romanzo mi riproposi di relazionarlo alle leggi del creato e pensai di strutturarlo in sette capitoli più l’ottavo, suo complemento. Questo per rapportarlo alla scala musicale composta da sette note ma divise in ottave, agli elettroni di un atomo divisi in sette livelli energetici e separati in otto gruppi fondamentali. Insomma, un romanzo che fosse in armonia con le leggi frattali dell’universo. L’idea c’era stata ma, mentre scrivevo, mi accorgevo che era difficile seguire razionalmente una simile struttura perché la penna seguiva più il sentimento che la razionalità, soprattutto se avessi dovuto relazionare le caratteristiche dei gradi della scala musicale ai singoli capitoli. Ebbene. Quando ebbi terminato di scrivere il romanzo, mi accorsi non solo che il mio iniziale progetto era stato seguito alla perfezione ma che ogni singolo capitolo aveva dentro di sé il carattere e le peculiarità di ogni singolo grado della scala musicale con i suoi precisi rapporti di relazione con gli altri gradi; scala musicale basata anch’essa sui numeri, sulle frequenze e sulle energie dell’intero universo. Per me questa è stata la cosa più bella che ha donato davvero un’armonia “musicale” allo scorrere delle vicende narrate.

Nell’inventare questa storia e nel far rivivere personaggi storici realmente vissuti, ora ho la sensazione che questa vicenda sia accaduta davvero in un angolo recondito dell’universo. È stupido chiedersi se ciò sia avvenuto nell’immaginazione oppure no, perché l’immaginazione è la realtà. Personalmente credo che i personaggi del sogno e dei romanzi siano più reali di tutti noi che crediamo di rappresentare la concretezza del mondo.

Ho terminato un viaggio. Mi farebbe piacere che voi lo iniziaste. Ovunque vi porti sappiate che lì c’è il mio spirito. Se sbatterete la testa da qualche parte, perdonatemi, vi chiedo scusa in anticipo. Se questo accadrà, però, è possibile che abbia fatto centro su qualcosa di molto importante.

Buona lettura.     

 

Tommaso Margari

Tommaso Margari